Il vino sociale 8Pari – prodotto da persone con fragilità che curano l’intero processo – a fine gennaio, in collaborazione con l’azienda agricola Piccaluga di Alba, è stato invitato a Roma e premiato da Confagricoltura all’interno del bando “Coltiviamo Agricoltura Sociale 2025” – ricevendo un contributo economico e una borsa di studio nell’Università di Tor Vergata sulla tematica dell’agricoltura sociale.
Il premio nei dieci anni dalla sua fondazione ha erogato 1,2 milioni di euro a fondo perduto, finanziato 33 progetti e 29 borse di studio. “Uno strumento capace di valorizzare imprese che uniscono innovazione, sostenibilità ed etica, generando impatto positivo sui territori e rafforzando la coesione sociale” ha detto Enrico Allasia, presidente di Confagricoltura Cuneo. Proseguendo: “Le iniziative nel corso degli anni hanno sostenuto persone con disabilità fisiche, mentali e disturbi dello spettro autistico; giovani e minori in situazioni di disagio educativo, immigrati, rifugiati e richiedenti asilo; donne fragili e vittime di violenza”.
ICome ha concluso Alberto Bianco, presidente di Progetto Emmaus, “il premio è un importante riconoscimento ai 10 anni di vita di 8Pari. Oltre al contributo, che permette di generare sostenibilità, è prevista la partecipazione a un master di agricoltura sociale nell’Università di Roma Tor Vergata. Si tratta di un investimento importante per la cooperativa. A cascina Piccaluga, unitamente alle cantine con cui collaboriamo da anni, va il nostro ringraziamento, perché continuano a permettere percorsi di inclusione lavorativa e di autonomia. La trasferta romana è stata occasione per allargare le collaborazioni e conoscere nuove esperienze”.
“L’uomo ha bisogno della vite, nella cura quotidiana scopre identità, memoria, lavoro. La vite restituisce un frutto che non è solo alimento, ma anche relazione e legame con la terra e con la comunità” ha dichiarato Roberto Abellonio, titolare di Cascina Piccaluga. “Questa relazione di cura incarna il significato profondo del progetto vino sociale. Si lavora con le persone coinvolte per generare dignità e autonomia, restituendo alla comunità un immenso valore sociale”.

