Si dice che i cavalli siano portatori di saggezze antiche, di sensibilità straordinarie e capaci di entrare in intima connessione con l’essere umano. Sono la rappresentazione di un potere naturale invisibile, eppure capace di restituire profondità e respiro. Grazie al sostegno del Fondo di Beneficenza e opere di carattere sociale e culturale di Intesa Sanpaolo, la comunità Aurora della cooperativa sociale Progetto Emmaus ha realizzato un’attività di equitazione rivolta a un ospite di 35 anni con disabilità intellettiva. 
Durante gli incontri è stato possibile montare alcuni dei cavalli del maneggio. Nelle giornate di bel tempo l’istruttrice proponeva passeggiate nei dintorni della struttura, e quando il meteo non lo consentiva l’attività proseguiva sotto la tettoia del maneggio, con piccoli esercizi in sella. Al termine di ogni incontro c’era la possibilità di prendersi cura del cavallo, aiutando a nutrirlo, pulirlo e riportarlo nella stalla.
«L’obiettivo del progetto era dare a questo giovane, partecipante del progetto, la possibilità di ritrovare una dimensione che fa parte della sua storia», spiega Stefano Carlotta, coordinatore della comunità Aurora. «È nato e cresciuto a Barolo ed è sempre stato abituato a vivere all’aria aperta, tra le colline e i vigneti. Volevamo offrirgli l’opportunità di tornare a stare nella natura, che per lui rappresenta un importante fattore di benessere».
Il percorso è stato costruito su misura, partendo dalle passioni e dalle caratteristiche dell’ospite. «L’attività era individuale proprio perché rispondeva a un bisogno specifico», prosegue Carlotta. «Il contatto con gli animali era un altro elemento importante. L’aspetto centrale del progetto era andare a cavallo immersi nella natura; la cura dell’animale, svolta al termine degli incontri o nelle giornate di pioggia, ha rappresentato un’occasione ulteriore per rafforzare la relazione con il cavallo e vivere l’esperienza in modo ancora più completo».
Per costruire autonomia e possibilità di crescita sociale è necessario progettare insieme alle persone beneficiarie percorsi personalizzati, capaci di valorizzare la storia, gli interessi e le risorse individuali. Il cavallo in particolare diventa compagno emotivo, saggia presenza capace di accogliere e ascoltare, di restituire bellezza in forme silenziose.
