Villa Moffa di Bandito (Bra) è una struttura che la cooperativa ha preso in gestione e da quest’anno ha aperto le proprie porte per ospitare eventi culturali, artistici e di impatto sociale. Nelle scorse settimane si è svolto l’evento dal titolo “Grande ritiro nei boschi – Il bagno di natura”, seminario intensivo di cinque giorni condotto da Selene Calloni Williams, autrice, formatrice e relatrice internazionale sui temi della psicologia del profondo, dell’ecologia, dello yoga e delle pratiche contemplative.
La Williams gode di notevole notorietà a livello internazionale: il suo lavoro si fonda sul dialogo tra culture e discipline diverse e propone un’esplorazione della dimensione immaginativa dell’esperienza umana, del rapporto con la natura e dei significati profondi delle esperienze personali.
Una delle tematiche centrali del suo lavoro è quella dello Shinrin Yoku – termine giapponese traducibile come “bagno di foresta” o “immersione nella natura”: una pratica nata in Giappone negli anni Ottanta, che propone un’esperienza di contatto consapevole con gli ambienti naturali attraverso l’utilizzo dei cinque sensi. Camminare lentamente nel bosco, osservare, ascoltare, respirare e creare una relazione più profonda col paesaggio circostante. La natura diventa così spazio di connessione, rallentamento e contemplazione.
Come spiega Michela Ferrero, coordinatrice della struttura, “Il ritiro ospitato a Villa Moffa ha rappresentato anche un’importante occasione di inclusione lavorativa. Quattro persone inserite in percorsi lavorativi della cooperativa sono state coinvolte nella gestione dell’evento, alternandosi nelle diverse mansioni necessarie all’accoglienza degli ospiti: dalla preparazione e cura delle camere alle pulizie degli spazi comuni, fino al supporto alle attività della cucina. Il lavoro quotidiano è diventato così uno spazio di partecipazione, apprendimento e valorizzazione delle competenze”.
E conclude: “Questo evento ha intrecciato dimensione formativa e valore sociale, mostrando ancora una volta come gli spazi della cooperativa possano diventare luoghi di incontro e opportunità per le persone che li abitano e li attraversano”.
