Anni di storie, giochi nel bosco, apprendimento in natura, sogni condivisi. Anni di sperimentazione e di cura delle relazioni, nella consapevolezza che nell’infanzia esiste il seme della speranza e della salvezza collettiva. Gli ultimi mesi della scuola dell’infanzia Nostra Signora del Suffragio di Mussotto sono stati scanditi da tanti momenti significativi. Un percorso di saluto che ha accompagnato bambine, bambini, famiglie e personale verso la conclusione di un’esperienza educativa durata oltre un secolo e gestita, negli ultimi 18 anni, dalla nostra cooperativa.
La decisione di chiudere la scuola, già comunicata nei mesi scorsi, è maturata a fronte del progressivo calo demografico e della diminuzione delle iscrizioni, che non rendevano più sostenibile la prosecuzione dell’attività. Una scelta difficile, accompagnata però dalla volontà di prendersi cura delle persone fino all’ultimo giorno di scuola.
Racconta Doriana Cencio, responsabile dell’area minori della cooperativa: “Abbiamo condiviso con le famiglie, le bambine e i bambini momenti indimenticabili,alcuni entrati nella tradizione della scuola e che hanno assunto connotati di ritualità, occasione di scambio di stima e affetto. Sono stati momenti di saluto e di incontro: la festa di fine anno, che ha raggiunto l’apice il 23 maggio nel parco didattico “Le colline di Giuca” con il tradizionale conferimento di tocchi e diplomi; il soggiorno marino nella colonia marina di Laigueglia, che ha visto coinvolti i grandi ed i mezzani e che si è concluso con la giornata in spiaggia di bambine, bambini, famiglie, insegnanti e corpo docente. Sabato 20 giugno, un pomeriggio e una serata in allegria, nl parco ampio che tante feste e tanti momenti di gioia ha accolto negli ultimi 18 anni. E infine la pizza insegnanti, bambine e bimbi, il 29 giugno. Lacrime, abbracci, saluti e un nuovo cammino di fronte a ognuna e ognuno di noi!”. 
Per accompagnare i bambini e le bambine in questo passaggio, il gruppo educativo ha scelto di utilizzare uno degli strumenti che da sempre caratterizzano il proprio lavoro: una storia. È nata così La scuola di Grande Albero Felice, un racconto in cui un grande albero, dopo aver accolto per tanti anni piccoli animali, scopre di essere diventato troppo grande per i pochi cuccioli nati nel bosco. La sua magia, però, non finisce: continua a vivere in altri alberi, dove altri bambini potranno crescere, giocare e imparare. Una metafora pensata per aiutare i più piccoli a comprendere il cambiamento, trasformando la fine di un’esperienza nell’inizio di un nuovo percorso.
Ripensando agli anni di gestione della cooperativa, Cencio ricorda il cammino compiuto insieme al personale educativo. «Quando abbiamo raccolto il testimone dalle Suore Minime del Suffragio abbiamo scelto di investire nella formazione, nelle persone e in un progetto pedagogico che mettesse al centro l’esperienza dei bambini e delle bambine». Tra le innovazioni introdotte, il metodo outdoor e la scuola nel bosco, sviluppati anche grazie al sostegno della Fondazione CRC, hanno contribuito a costruire un’offerta educativa fondata sul contatto con la natura, sull’autonomia e sulla crescita relazionale.
Conclude Cencio: “Ci auguriamo di lasciare una traccia positiva nel cuore di chi ha condiviso un pezzo di strada con noi. Porteremo con noi sguardi, risate, voci, feste, gite, incontri e tanti ricordi. Grazie alle insegnanti, ai bambini e alle bambine, alle famiglie e a tutte le persone che hanno camminato insieme a noi».
QUI E’ POSSIBILE SCARICARELA SCUOLA DI GRANDE ALBERO FELICE_DEF

