Sabato 5 settembre si è realizzata, all’interno del Festival profondo Umano, la passeggiata nei luoghi di cura. L’iniziativa, promossa dal Consorzio socio assistenziale Alba Langhe e Roero, ha coinvolto una settantina di partecipanti. Il percorso si è strutturato in 13 tappe ed ha raccontato in modo corale alcuni luoghi di Alba, pubblici e del privato sociale, aperti alla cura e al benessere delle persone. È stato un modo per valorizzare, attraverso il racconto dei protagonisti che ci accompagneranno nel cammino, il patrimonio di civiltà e cittadinanza solidale che caratterizza la nostra Città, idealmente connesso dal “filo rosso della cura”. Si è partiti poco dopo le 16 dal Cottolengo per giungere due ore dopo nella sede della nostra cooperativa, momento conclusivo della passeggiata. Queste le riflessioni condivise con il nostro intervento:
In questo cortile, nell’agosto del 1995, nasce la cooperativa sociale Progetto Emmaus, grazie alla generosità delle Suore Minime del Suffragio, che lasciano l’immobile in comodato, e all’intuizione e alla determinazione di un gruppo di volontari e familiari, alle fondazioni e alla cittadinanza albese.
La parola chiave degli inizi è accoglienza, ripresa nel nome Emmaus, ovvero la disponibilità ad accogliere l’altro; questa si declina verso le persone con fragilità, in ambito di disabilità mentale e fisica.
Col tempo poi si cresce anche professionalmente e si aggiunge la parola “cura”.
Cura che viene declinata innanzitutto nell’intervento quotidiano, nei piccoli gesti, dal mettere su il pranzo al riordino della propria camera.
La cura è quella messa dalle operatrici e dagli operatori nel cercare di dare ogni giorno qualità al proprio lavoro.
… Cura è l’accompagnamento proposto alle famiglie per crescere insieme, per dare senso condiviso ai percorsi di riabilitazione.
… Cura è inserire persone con fragilità nel mondo del lavoro: da qui nascono 8pari, Osteria Montebellina e altri servizi; il lavoro restituisce dignità, diritti e cittadinanza.
… Cura è dare una casa nell’housing sociale Via Vai alle donne in difficoltà.
… Cura è la rete di Arlo, che cerca di intercettare il disagio mentale nei giovani adulti e farne, attraverso la recovery, una risorsa condivisa per le persone.
… Cura è entrare nelle case delle persone vulnerabili e prendersi cura di loro.
… Cura è l’attenzione e la crescita dedicata ai servizi civili e agli stagisti delle scuole professionali che frequentano la cooperativa.
… Cura è la tensione e l’impegno della cooperativa nel far crescere il personale sui temi professionali e di partecipazione.
Una cura che si concretizza con momenti di équipe, giornate cooperative e confronti costruttivi. Cura è occuparsi anche della comunità.
Questo tema della cura è una manutenzione continua che cerchiamo di fare su noi stessi e sulle persone beneficiarie dei nostri interventi.
Cura è il sogno di una casa in Alba per le persone disabili anziane con fragilità, che diventa reale in Casa Nada, la casa per il “dopo di noi”, prossima all’apertura grazie alla Fondazione Emmaus per il Territorio.
Progetto Emmaus oggi è un puzzle complesso, come caleidoscopio di esperienze, sensibilità, professionalità e stili diversi, e forse proprio la diversità è la nostra cifra e la nostra forza.
Cercare di mettere le persone al centro e accompagnarle partendo dai loro desideri, come ci ricorda la recente riforma sulla disabilità.
Siamo passati dall’accoglienza al prendersi cura e alla cura: abbiamo cercato negli anni di arricchirle con gli studi, la professionalità e con il confronto, senza perdere mai contatto con la nostra comunità di appartenenza, con i tanti attori con i quali Emmaus lavora e cresce e ai quali deve la sua maturità:
- Le amministrazioni comunali e tanti altri piccoli paesi che hanno sempre accompagnato direttamente la ricerca di nuove risposte ai bisogni, promuovendo lo sviluppo della cooperativa.
- Le ASL e i servizi sociali sono partner importanti per i quali la cooperativa eroga la gran parte dei servizi in regime di convenzionamento e accreditamento.
- Confcooperative è una famiglia importante, quella delle coop sociali, un’appartenenza identitaria.
- Partner sono poi tutti gli stakeholder: le associazioni, gli enti del Terzo settore, scuole, parrocchie, società sportive, aziende private con le quali si scambiano buone pratiche e si innovano i servizi.
- Ultimi ma non ultimi, i familiari dai quali siamo partiti nel 1995, familiari delle persone delle quali ci prendiamo cura; con il loro esempio quotidiano ci insegnano valori quali la gratuità, la perseveranza, la passione e la forza.
Siamo grati a loro per l’esempio di cura che ci danno quotidianamente e per il sostegno e la fiducia che ogni giorno ripongono in noi.



